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    17.00

     

    La città di Zeno Franco Giraldi, 1978, 87'.

     

    «La città di Zeno, realizzato in collaborazione con Tullio Kezich e Claudio Magris, è un'affettuosa inchiesta sul cinquantenariodella morte di Italo Svevo (avvenuta nel 1928). Introdotta proprio da Magris, l'inchiesta coinvolge una molteplicità di testimoni, di luoghi, di memorie, alla ricerca di quelle geografie sentimentali - una matassa emotiva ricca di sollecitazioni e di incomprensioni - capaci di legare il grande scrittore a Trieste. Dopo una breve introduzione storica sulla città, nella quale Giraldi evidenzia l'instabilità del senso di appartenenza, il tormento, costante, dei triestini, in una specie di nevrotica condizione identitaria, la galleria di memorie si esplicita attraverso una serie di interviste: a scrittori, come Fulvio Tomizza, Giorgio Voghera o Vittorio Vidali (leader comunista del dopoguerra); artisti visivi, come Marcello Mascherini o Livio Rosignano; storici, come Bruno Mayer o Roberto Damiani; parenti (la figlia, le nipoti, i pronipoti...) e psichiatri, come Franco Basaglia, 

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    14.30

    Castelli di sabbia, II. L'ultimo ponte (Nikad vise)

    Das Lied ist aus Ivan Faktor, 2001-2002, 18'42''.


    Priblizno Srbi Lazar Stojanovic´, 1998, 56', anteprima italiana.

     

    Serbian Epics Pawel Pawlikowski, 1992, 46'.

     

    Pismo Ivan Ladislav Galeta, 1993, 4'.

    .


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    Mercoledì 19 settembre

    9.30

    Fiori nel fango. Gemme Universal e Republic

    Operazione Corea Allan Dwan, 1953, 90'.

    «Operazione Corea fa parte di una serie di film "di servizio" che la Republic sta proponendo nelle sale. Lo studio ha lavorato su un'estensiva campagna promozionale in collaborazione con l'Aviazione americana. [...] Questa volta gli ingranaggi della Rep hanno sfornato una saga dedicata alle donne in uniforme della USAF che hanno soccorso i feriti sul fronte coreano. Un tema così basilare poteva avere buoni sviluppi drammatici, ma curiosamente il copione di Alan LeMay sembra averli trascurati. Il copione diventa invece il racconto sentimentale dell'amore contrastato fra l'infermiera Joan Leslie e il pilota di elicotteri Arthur Franz. 

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    Il programma inizia alle 9.30 con proiezione 35mm di Operazione Corea, film di Allan Dwan che racconta la guerra di Corea dal punto di vista femminile delle infermiere dell'aviazione. A seguire, in anteprima internazionale, un altro film raccontato al femminile, It's Me, appartenente al Ciclo Romano di Eckhart Schmidt.

    Nel pomeriggio prosegue la rassegna "Castelli di sabbia",

    Fulcro della giornata sarà l'omaggio al cinema attraversato e praticato da Franco Basaglia. Alle 17.00 il documentario La città di Zeno, dedicato a Trieste e diretto da Franco Giraldi, usa proprio Basaglia come filo conduttore, mentre alle 18.30 Sergio Zavoli documenta l'opera di Basaglia con I giardini di Abele. A seguire, si vedranno i materiali inediti del film incompiuto di Basaglia, composto da interviste ai politici che hanno discusso e approvato la legge 180.

    Dalle 21.00 la serata ospiterà il cinema di Eckhart Schmidt, con Angel's Flight e uno dei capolavori del regista, Der Sandmann, ispirato al celebre racconto fantastico di E.T.A. Hoffmann.

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    23.00

    Princess - Voices from Hell Eckhart Schmidt, 2016-17, 92', anteprima internazionale.

    alla presenza di/with Eckhart Schmidt, Cecilia Saracino, Marilina Marino

    La protagonista è torturata da una voce dal passato, che la insegue per una Roma dall'architettura fascista. Ma c'è soltanto una cosa che la trattiene dal suicidio... È la storia di un amore che si trasforma in una storia di odio. Abbiamo girato soprattutto in luoghi costruiti da Mussolini, come piazza Mazzini e l'EUR. L'idea era di trasporre l'odio di Nerone nel mondo del dittatore fascista. È un po' come Il grande Gatsby: tutto il potere e il denaro di questo mondo non conquisteranno la ragazza, che sogna e combatte per la sua libertà. È stato bello lavorare con Cecilia e sono rimasto impressionato da come ha attraversato tutte le torture, rendendo credibile l'invisibile.

    (E.S.)


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    Martedì 18

    21.00

     

    Sugar Colt Franco Giraldi, 1966, 93'.

    «Fresco del successo di 7 pistole per i MacGregor, Franco Giraldi firma un contratto per un nuovo western, una commedia da girare per il produttore Ugo Santalucia. Il sequel dei MacGregor dovrà quindi aspettare. Ma i tempi di scrittura e di messa in scena sono rapidissimi.

    "Lì sì che mi sono diverito" ricorda Franco Giraldi nella monografia curata da Luciano De Giusti. "La nota dominante era l'ironia, il girare scene serie e autentiche senza prendersi troppo sul serio. Noi lo stavamo già sceneggiando e cominciammo le riprese pochi mesi dopo. Quella volta le cose correvano spedite. L'attore non lo scelsi fra gli attori americani che giravano per Roma in quel momento, perché erano tutti abbastanza rozzi, poco duttili, invece a me serviva uno proprio smaliziato, un po' dandy, e andai a Los Angeles a cercarlo [...]". Ecco quindi il primo spaghetti western di Hunt Powers, che si chiama in realtà Jack Betts. ..



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    Il Duce a Trieste 

    18.00



    Nell'ambito del festival I Mille Occhimartedì 18 settembre sarà presentato alle ore 18.00 presso il Teatro Miela il documentario Il Duce a Trieste (1938), realizzato dall'Istituto Luce per documentare lo storico discorso con cui venivano annunciate le leggi razziali
    La proiezione nasce come evento parallelo organizzato in occasione dell'ottantesimo anniversario della visita di Mussolini a Trieste, a cura dell'Istituto regionale per la storia della Resistenza dell'Età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Istituto Luce Archivio della Resistenza di Torino, con interventi dello storico Marcello Flores e dell'archivista Paola Olivetti.In allegato alcune immagini del film e a seguire la presentazione scritta dal direttore del festival Sergio M. Grmek Germani.
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    Martedì  18

    17.00

    Cécile Decugis, il montaggio della vita

    La distribution de pain Cécile Decugis, 1957-2011, 14'.

    Il film, con il primo titolo di Les Réfugiés, è stato realizzato da Cécile Decugis e dal regista tunisino Hedy Ben Khalifa nel giugno del 1957 e commissionato dalla giovane repubblica tunisina, che lo ha presentato all'ONU, al momento della sua ammissione nel novembre di quell'anno, per richiedere aiuti. È girato nella ‘zona vietata' dove si raggruppano i rifugiati, che serve anche come base dell'ALN (Armée de libération nationale). Quando, circa una dozzina d'anni or sono, Decugis ritrova il negativo (senza sonoro) di Les Réfugiés, decide di riprenderlo, aggiungendo un nuovo commento, che lei stessa legge, e si prende la libertà di reinterrogare le immagini del 1957.

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    Martedì / Tuesday 18

    14.30

    Castelli di sabbia, II. L'ultimo ponte (Nikad vise)

    con la presentazione di/introduction by Diana Nenadic´


    Most Ivan Martinac, 1977, 9'17'' 8 ft. 96 inq.

     

    Il corto sperimentale continua la tradizione del "film puro" [čisti film], chiamato anche antifilm, che utilizza la camera fissa, cioè la fissazione in senso ampio. 


    Pismo iz Hrvatske Mihovil Pansini, 1991, 42'23''.

     

    Nel 1993 lo sperimentalista Ivan Ladislav Galeta (1947-2014) nella sua lingua madre, l'ungherese, racconta l'atmosfera di tristezza e nonsense che regna attorno a lui, chiedendosene il perché.


    Zadar nije za dar Zdravko Mustac´, Vlado Zrnic´, Vedran Cupic´, Dusko

    Brala, 1992, 74'.

    . C'è sa pore d'avanguardia e di sperimentalismo croato nel lungometraggio Zadarnije za dar firmato da quattro autori, tra cui Zdravko Mustać, autore del documentario Martinac



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    Martedì 18


    11.15 

    Je suis Simone Fabrizio Ferraro, 2009, 82'.

    alla presenza di/with Fabrizio Ferraro

     

    Il diario del lavoro in fabbrica della filosofa francese Simone Weil che a venticinque anni dal 4 dicembre 1934 al mese di agosto del 1935 prende un anno sabbatico, lascia la scuola e gli studi per entrare come operaia, impiegata alle presse, nell'azienda elettrica Alsthom di Parigi. Un'esperienza alla base del volume La condizione operaia. La cronaca delle sue giornate è accompagnata visivamente da un continuo alternarsi di ambienti interni, scuri, e dei paesaggi urbani dell'Île Seguin (periferia sud di Parigi), con una particolare attenzione ai cantieri e alle fabbriche. Da La condition ouvrière di Simone Weil.

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    Martedì  18 settembre

     

    9.30

    Fiori nel fango. Gemme Universal e Republic

     

     

    Texas selvaggio Edward Ludwig, 1947, 95'.

     

    «La Republic ha apparentemente ascoltato i suggerimenti dei molti azionisti che spingevano per realizzare produzioni di prestigio, investendo budget importanti sui generi già collaudati dalla società. Texas selvaggio è un western nel pieno senso della parola e, come tale, rientra perfettamente nel percorso della Republic. Ma è anche, ovviamente, un progetto dispendioso, che con un cast guidato da William Elliott, John Carroll e Catherine McLeod sembra adatto per le sale di prima visione [...]. La storia vede Elliott e Carroll nel ruolo di due ufficiali confederati che ritornano in Texas dopo la guerra e trovano la propria terra controllata dai profittatori del nord e da una dispotica polizia di Stato. Per vendicare la morte del padre per mano di alcuni poliziotti, Carroll li affronta in una sparatoria e si vede costretto a fuggire sulle montagne. Elliott lo segue e i due iniziano una crociata contro la polizia. 

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    LUNEDÌ 17 SETTEMBRE

    Ore 22.40

    Don Giovanni Carmelo Bene, 1970, 70'.

    anno dello spettatore (di un certo spettatore) dei due precedenti film di Carmelo Bene, frustrato di fronte al bianco-nero che ricopre, immiserendole, delle forme lussuose; rifiuto di questo stesso spettatore, incapace di vedere non già al di là ma entro le stesse apparenze di un cinema ciò che le sostiene, miseria e morte. [...] Nella "premessa" un narciso si guarda allo specchio, si rivolge a uno spettatore che lo rifletta fedelmente (Don Giovanni espone il proprio mito concluso nella forma di un catalogo delle maschere; Carmelo Bene riassume il proprio cinema come lusso di apparenze e d'inganni); nel "testo" un regista/attore non si contenta più del riconoscimento, vuole essere conosciuto (da sé, da altri: le due cose non possono più essere disgiunte). Il testo, a tal fine, genera le condizioni per la propria messa in crisi nella forma di un elemento di disturbo: un "personaggio" che crei ostacoli al libero scorrere di una narrazione che sembrerebbe scontata fin dall'inizio (la ultima variazione del Teatro). 

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