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    Martedì / Tuesday 18

    14.30

    Castelli di sabbia, II. L'ultimo ponte (Nikad vise)

    con la presentazione di/introduction by Diana Nenadic´


    Most Ivan Martinac, 1977, 9'17'' 8 ft. 96 inq.

     

    Il corto sperimentale continua la tradizione del "film puro" [čisti film], chiamato anche antifilm, che utilizza la camera fissa, cioè la fissazione in senso ampio. 


    Pismo iz Hrvatske Mihovil Pansini, 1991, 42'23''.

     

    Nel 1993 lo sperimentalista Ivan Ladislav Galeta (1947-2014) nella sua lingua madre, l'ungherese, racconta l'atmosfera di tristezza e nonsense che regna attorno a lui, chiedendosene il perché.


    Zadar nije za dar Zdravko Mustac´, Vlado Zrnic´, Vedran Cupic´, Dusko

    Brala, 1992, 74'.

    . C'è sa pore d'avanguardia e di sperimentalismo croato nel lungometraggio Zadarnije za dar firmato da quattro autori, tra cui Zdravko Mustać, autore del documentario Martinac



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    Martedì 18


    11.15 

    Je suis Simone Fabrizio Ferraro, 2009, 82'.

    alla presenza di/with Fabrizio Ferraro

     

    Il diario del lavoro in fabbrica della filosofa francese Simone Weil che a venticinque anni dal 4 dicembre 1934 al mese di agosto del 1935 prende un anno sabbatico, lascia la scuola e gli studi per entrare come operaia, impiegata alle presse, nell'azienda elettrica Alsthom di Parigi. Un'esperienza alla base del volume La condizione operaia. La cronaca delle sue giornate è accompagnata visivamente da un continuo alternarsi di ambienti interni, scuri, e dei paesaggi urbani dell'Île Seguin (periferia sud di Parigi), con una particolare attenzione ai cantieri e alle fabbriche. Da La condition ouvrière di Simone Weil.

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    Martedì  18 settembre

     

    9.30

    Fiori nel fango. Gemme Universal e Republic

     

     

    Texas selvaggio Edward Ludwig, 1947, 95'.

     

    «La Republic ha apparentemente ascoltato i suggerimenti dei molti azionisti che spingevano per realizzare produzioni di prestigio, investendo budget importanti sui generi già collaudati dalla società. Texas selvaggio è un western nel pieno senso della parola e, come tale, rientra perfettamente nel percorso della Republic. Ma è anche, ovviamente, un progetto dispendioso, che con un cast guidato da William Elliott, John Carroll e Catherine McLeod sembra adatto per le sale di prima visione [...]. La storia vede Elliott e Carroll nel ruolo di due ufficiali confederati che ritornano in Texas dopo la guerra e trovano la propria terra controllata dai profittatori del nord e da una dispotica polizia di Stato. Per vendicare la morte del padre per mano di alcuni poliziotti, Carroll li affronta in una sparatoria e si vede costretto a fuggire sulle montagne. Elliott lo segue e i due iniziano una crociata contro la polizia. 

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    LUNEDÌ 17 SETTEMBRE

    Ore 22.40

    Don Giovanni Carmelo Bene, 1970, 70'.

    anno dello spettatore (di un certo spettatore) dei due precedenti film di Carmelo Bene, frustrato di fronte al bianco-nero che ricopre, immiserendole, delle forme lussuose; rifiuto di questo stesso spettatore, incapace di vedere non già al di là ma entro le stesse apparenze di un cinema ciò che le sostiene, miseria e morte. [...] Nella "premessa" un narciso si guarda allo specchio, si rivolge a uno spettatore che lo rifletta fedelmente (Don Giovanni espone il proprio mito concluso nella forma di un catalogo delle maschere; Carmelo Bene riassume il proprio cinema come lusso di apparenze e d'inganni); nel "testo" un regista/attore non si contenta più del riconoscimento, vuole essere conosciuto (da sé, da altri: le due cose non possono più essere disgiunte). Il testo, a tal fine, genera le condizioni per la propria messa in crisi nella forma di un elemento di disturbo: un "personaggio" che crei ostacoli al libero scorrere di una narrazione che sembrerebbe scontata fin dall'inizio (la ultima variazione del Teatro). 

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    LUNEDÌ 17 SETTEMBRE

     

    Ore 21.00

     

    Un certo anno. 68 tra 67 e 69

    L'harem Marco Ferreri, 1967, 96'.

    con una testimonianza su/featuring a commentary on Carroll Baker di/by Eckhart Schmidt

    Una donna seducente spinge tre uomini al loro limite giocando con i loro desideri sessuali e con l'orgoglio maschile.


    «Probabilmente è nell'Harem che si manifesta più nitidamente il processo che Marco Ferreri ha intrapreso contro se stesso, contro il tipo di cinema che ave- va praticato dal suo debutto nel 1958 con El Pisito, contro la carica di natura- lismo che si trascinava dietro da allora [...]. Della sceneggiatura (scritta assieme ad Azcona), che raccontava prolissa- mente le relazioni simultanee di Margherita, architetto a Milano, con cinque tipi di uomini diversi, e la sua elimina- zione per mano degli stessi, in complotto contro la donna che tenta di comportarsi come loro non soltanto sul piano professionale ma anche su quello sentimentale; di questa satira che volevao 

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    Ore 18.30

     

    Tutti i colori dell'amore. Eckhart Schmidt e l'Italia come seduzione femminile

    Amor sacro, Amor profano Eckhart Schmidt, 2017, 91', anteprima internazionale.

    alla presenza di/with Eckhart Schmidt, Sara Marrone, Marilina Marino

     

    Ispirato al famoso dipinto di Tiziano, è la storia di due fidanzate e un amante, con una soluzione mortale...ziano. Ci mostra la ragazza dell'Amor sacro nuda e la ragazza dell'Amor profa no vestita. L'Amor profano ruba il ra gazzo e i soldi dell'Amor sacro. È la notte della verità, che si conclude con un delitto. È un gioco a due infernale, ed è stato

    grandioso come Marilina e Sara sono diventate parte di questo gio co. (E.S.)

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    Ore 16.30

     

    Premio Anno uno. Franco Giraldi, un maestro del cinema europeo dietro l'angolo

    La rosa rossa Franco Giraldi, 1973, 93'.

    La storia si snoda nel periodo tra le due guerre. In un paese friulano fa ritorno un nobile ufficiale, partito trent'anni prima. Assieme a lui ricompaiono molti ricordi: primo fra tutti quello di una rosa rossa che un'ignota innamorata poneva tutti i giorni nella sua camera. Il gesto si ripete e l'uomo muore. Nessuno riesce ancora a capire chi sia la misteriosa ammiratrice.

    «Poche settimane prima della sua morte prematura, in una poesia datata 9 marzo 1965 e inserita nella raccolta postuma Al sole e al vento, Pier Antonio Quarantotti Gambini rivisitava personaggi e ambienti del suo romanzo giovanile La rosa rossa [...].

     

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    Ore 14.30

    Chiedo la parola. Può il cinema italiano ridiventare giovane?

    Les Unwanted de Europa Fabrizio Ferraro, 2018, 100' alla presenza di/with Fabrizio Ferraro e del produttore/and the producer Marcello Fagiani

    Regia, sceneggiatura: Fabrizio Ferraro; interpreti: Euplemio Macrì, Catarina Wallenstein; produzione: Boudu/Eddie Saeta; origine: Italia/Spagna, 2017; formato: video, col.; durata: 100'. Copia DCP da autore.

     

    Il film ripercorre le vicende di un sentiero sui Pirenei, che ha visto transitare da un senso all'altro migliaia di persone e rifugiati, in fuga dai fascismi diffusi nel cuore dell'Europa del secolo scorso. Catalani e miliziani internazionalisti in fuga dal franchismo prima, ebrei, comunisti e dissidenti del nazismo poco tempo dopo. Il noto filosofo Walter Benjamin fu uno di questi.  

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    Ore 11.00 RIDOTTO MIELA

     

    Autant qu'était Lara. Presenze di donna in un cineasta furioso, I + Convergenze parallele. Come quando perché

    Presentazione del volume su Autant-Lara con l'autore Jean-Pierre Bleys, e la partecipazione di Valérie Jeannet e Maurizio Cabona / Introduction to the volume about Autant-Lara with the author Jean-Pierre Bleys, with the participation of Valérie Jeannet and Maurizio Cabona

    Presentazione del volume di Marc Scialom con l'autore, e con un'anticipazione del volume su René Vautier / Introduction to the volume by Marc Scialom with the author, featuring a preview on the volume about René Vautier

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    LUNEDÌ 17 SETTEMBRE

    Ore 9.30

     

    Fiori nel fango. Gemme Universal e Republic

    La valle dei forti Allan Dwan, 1940, 75'.

    Un detective scopre che un'organizzazione privata di poliziotti fa il doppio gioco

    e non disdegna il denaro dei malviventi. A rischio della propria vita, manderà in galera il loro capo.

    «All'inizio il film doveva essere un western melodrammatico, scritto molto seriamente. Andai in esterni con tutta la troupe, su in montagna, e non avevo ancora girato tre scene quando mi resi conto che in realtà la storia non era un granché, perché le situazioni erano ridicole, non serie. Così fermai la troupe e la riportai indietro agli studios: per la Universal fu uno shock. Gli dissi: "Francamente, così non può funzionare. Dobbiamo cambiarlo, perché se avete intenzione di girarlo così, io il film non lo faccio"

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    Ore 23.30

     

    Un certo anno. 68 tra 67 e 69

    L'immorale Pietro Germi, 1966, 100'.

    Sergio Masini, un violinista, sarà presto padre del suo sesto figlio avuto dalla sua seconda amante, Marisa. Alquanto nervoso, non lascia la clinica tranne che per guidare Giulia, la sua legittima moglie, insieme ai suoi figli legittimi alla stazione mentre partono per una vacanza al mare. Non appena il treno esce dalla stazione, si precipita in una cabina telefonica per chiamare come sta Adele, l'altra sua amante. Troppo per un singolo uomo da sopportare.

    «Sulla "o" del titolo L'immorale (in nero su sfondo bianco come ne Il cammino della speranza e Il ferroviere) è tracciata un'aureola. Il film doveva in un primo tempo intitolarsi Il santo. Sergio Masini (Ugo Tognazzi) ha davvero qualcosa di un santo laico dei nostri tempi. Germi non è tentato dalla religione ufficiale. [...]

    Adriano Aprà, Per una revisione di Germi, in Lin

  • Valerina_Pellegrini_LOVING_VALERIA.JPG

    Ore 21.30

    Tutti i colori dell'amore. Eckhart Schmidt e l'Italia come seduzione femminile

    Loving Valeria Eckhart Schmidt, 2017, 97', anteprima internazionale.

    alla presenza di/with Eckhart Schmidt, Valeria Pellegrini, Marilina Marino, Sara Marrone, Cecilia Saracino

    Mentre cerca la ragazza dei suoi sogni nella Città Eterna, il protagonista incrocia molte strade e molte donne...

    È un film sull'abbandono del paradiso per chiedersi come sarebbe sognare di amare una donna, così vicino e al tempo stesso così lontana. Il film attraversa tutte le emozioni: la poesia, il gioco con le Grazie classiche e l'addio per il mondo dell'oscurità. Ci sono molte delle cose che ho fatto a Roma: fotografare un libro di poesia e filmare la poesia in pubblico... Tutte le attrici sono parte di questo progetto. (E.S.) 

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    Ore 19.00

    Scemi di guerra. La follia nelle trincee Enrico Verra, 2008, 48'.

    FiIlmati d'archivio tracciano la realtà della vita dei soldati in trincea durante la Grande Guerra, che spesso ha avuto gravi conseguenze sulla loro personalità. I problemi psichici dovevano essere risolti in tempi brevi per poter tornare di nuovo al fronte oppure i soldati veni- vano internati nei manicomi e chiamati "scemi di guerra". «Cara mi hanno tra- sferito da poco nel reparto degli scemi, se non torno al posto dove ero prima sono un uomo finito, ti prego aiutami» (dal film).

     

    Škorpioni - spomenar Lazar Stojanović, 2007, 52', anteprima italiana.

    Il film ha integrato una parte del mate- riale d'archivio, acquisito dal Centro per il diritto umanitario (FHP), sul crimine commesso da Škorpioni (l'unità para- militare serba che ha operato in vari territori durante la guerra jugoslava) a Trnovo..

    Dans le noir du temps Jean-Luc Godard, 2002, 11'.

    L'episodio Dans le noir du temps fa parte del film collettivo Ten Minutes Older: The Cello, come riflessione sul tema del passaggio del tempo verso il nuovo millennio. È uno studio sul tempo e sugli ultimi momenti di gioventù, gloria, pensiero, memoria, amore, silenzio, eternità, paura e cinema.

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    Ore 16.45

    Autant qu'était Lara. Presenze di donna in un cineasta furioso, I

    Gloria Claude Autant-Lara, 1977, 115', anteprima italiana.
    alla presenza di/with Valérie Jeannet e/and Jean-Pierre Bleys

    «Gloria, l'ultimo film di Autant-Lara, è così ben costruito che ci si rende conto della struttura solo a posteriori. L'artificio che nasce dal flashback fa infatti corpo unico con la storia, e pur essendo stato impiegato più volte, non provoca quelle spiacevoli distrazioni che affliggono anche alcuni dei migliori film raccontati tramite flashback. Gloria racconta una storia che avrebbe potuto essere filmata da Mizoguchi o dal John Ford di Sentieri selvaggi: un ragazzo orfano, cresciuto dal nonno (si tratta di fatto di un figlio illegittimo), viene al- lontanato dalla Francia al momento della dichiarazione di guerra del 1914. Viene così separato anche dalla picco- la compagna che sua madre, attrice di teatro, invia in una pensione in Svizzera, dove le saranno nascoste tutte le lettere inviate ragazzo. Dopo la guerra, Jacques, diventato ormai un giovane uomo e accompagnato dalla fidanzata americana che sta per sposare, ritrova la giovane compagna della sua infanzia, che adesso danza La Mort du cygne di Saint-Saëns in un teatro di varietà, sotto i fischi del pubblico. [...] 

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