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    Domenica 20 Settembre DALLE 01:20

    Khaneh siah ast - LA CASA È NERA

    Regia, sceneggiatura, montaggio: Forough Farrokhzad; Iran, 1963; formato: 35mm, b/n; durata: 20'.

    «La casa è nera, ma i lebbrosi che l'abitano ne escono verso la luce, e verso noi. Purtroppo non conosciamo il farsi, ma è la lingua che assieme al portoghese ci risuona nel cinema con la massima bellezza. E accostando il titolo originale di questo breve capolavoro 24 della grande poetessa iraniana Forugh Farrokhzad a quello del lungometraggio che due anni dopo interpreta per il suo compagno Ebrahim Golestan (Khesht va Ayeneh ovvero Mattone e specchio), altro capolavoro sublime, cogliamo oltre il senso un universo di richiami. In questo corto le voci fuori campo sono di Forugh e Ebrahim appunto, e lei dice con voce stupenda i suoi meravigliosi testi poetici, mentre gli "attori" sono i lebbrosi della "casa nera" (compagni di quelli dell'isola greca in L'ordre di Pollet), che nel finale escono verso di noi come gli operai di Lumière e di Comerio dalla fabbrica. Le poche cose che qui possiamo dirne bastano a evidenziare che ci troviamo di fronte alla 

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    LE OFFICINE DELLA "FIAT"

    Regia: Luca Comerio; produzione: Comerio; origine: Italia, 1911; formato: 35mm, muto; durata: 12' (18 f/s).

    La prima testimonianza cinematografica relativa alla Fiat. La pellicola mostra gli stabilimenti dell'azienda automobilistica torinese e le fasi principali della produzione di automobili: montaggio motori, cambi, chassis, prova motori e prova veicoli. Molto suggestiva la sequenza finale che ritrae i dipendenti Fiat all'uscita dallo stabilimento per la pausa pranzo. Il film fu girato il 6 luglio 1911, data del quotidiano che gli operai hanno tra le mani. Solitamente filmati simili venivano realizzati per occasioni speciali; è possibile ipotizzare che questo sia stato girato in occasione dell'Esposizione internazionale delle industrie e del lavoro, inaugurata nell'aprile 1911 a Torino. Ormai nessun dubbio che Luca...

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    Il programma della notte di domenica 20 settembre! I Mille Occhi in convergenza con Fuori Orario

     

     

     

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    Sabato 19 Settembre

    I MILLE OCCHI IN CONVERGENZA CON FUORI ORARIO DALLE 2.50

    SETTE PICCOLE CROCI

    Regia: Vittorio Cottafavi; Italia, 1957; formato: video, b/n; durata: 65'.

    «Se non fosse un cliché, si potrebbe dire che tutta la televisione di Cottafavi è già sintetizzata nella sua opera prima, Sette piccole croci (1957). Dietro questo debutto, che lo stesso regista liquiderà più tardi come un'esercitazione su un soggetto "facile", si intravedono infatti col senno di poi non soltanto gli stilemi formali dei telefilm immediatamente successivi ma anche, fra le righe, i presupposti di quegli scritti teorici con cui, qualche anno più tardi, Cottafavi cercherà di articolare e divulgare una propria concezione della comunicazione mass-mediatica. Il programma [...] si apre con una ripresa, in pellicola, delle strade affollate di una 

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     Sabato 19 Settembre

     

    I MILLE OCCHI IN CONVERGENZA CON FUORI ORARIO DALLE 2.50

     

     LA TRINCEA

     

     Regia: Vittorio Cottafavi; Italia, 1961, formato: ampex, b/n; durata: 53'.

    «In questo lavoro, della durata approssimativa di un'ora, Giuseppe Dessì raccontò la storia di suo padre. E cercò di creare un'atmosfera interamente fondata sul ricordo, una specie di amore nostalgico per colui che fu suo padre, con la retorica sentimentale di ciò che fu la guerra. Questi due elementi uniti rappresentavano la guerra in modo un po' favolistico e un po' realista, proprio in occasione dell'inaugurazione del Secondo canale RAI che doveva essere il 4 novembre, il giorno in cui per noi italiani finì la Prima guerra mondiale. La sfida era come mettere in scena una storia di guerra in studio. La prima cosa 20 da La trincea 21 cui pensai fu la 

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    Sabato 19 Settembre

    I MILLE OCCHI IN CONVERGENZA CON FUORI ORARIO DALLE 2.50

    SEGUENDO PETOTI

    Sul set del magnifico Maria Zef con Cottafavi e lo sceneggiatore-attore Siro Angeli che riscrive in friulano il romanzo della veneta Paola Drigo, progetto giovanile del regista realizzato come primo film della Terza Rete. (smgg)

    [INTERVISTA CON VITTORIO COTTAFAVI]

    Regia: Sergio Grmek Germani; produzione: Ripley's Film; origine: Italia, 1995; formato: video, col.; durata: 7'. Intervista realizzata nel 1995 a Roma nella casa di Cottafavi e già parzialmente montata nel programma RAI 3 dello stesso anno La regola del gioco. 

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    Sabato 19 Settembre

    I MILLE OCCHI IN CONVERGENZA CON FUORI ORARIO DALLE 2.50

    [GENTE DELLE LANGHE] INCONTRO CON IL PADRE

     

    Regia: Vittorio Cottafavi; soggetto: dal libro di Davide Lajolo; Italia, 1974; formato: 16mm, b/n; durata: 31'.

    Lo scrittore Davide Lajolo torna nel paese della giovinezza per le ultime ore di vita del padre, che sente il perdurare della vita anche più dell'amico sacerdote. Nella seconda delle tre notti di convergenza tra Fuori orario e I mille occhi (aprentisi tutte con la sigla segnata dal - la musica di Nascimbene, Gazzel loni e Sonali Das Gupta in Atti degli apostoli di Rossellini, anche in omaggio a Marco Melani e Gianni Menon) questo film perduto, ritrovato da Roberto Turigliatto negli archivi RAI, è la massima meraviglia di una sequenza di incanti cottafaviani. Purtroppo è solo il terzo episodio, quello finale, di un trittico di cui 15 ancora mancano quelli tratti da Pavese e Fenoglio. Fu trasmesso so lo una volta, e nella TV dei ragazzi,

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    Sabato 19 Settembre

    I MILLE OCCHI IN CONVERGENZA CON FUORI ORARIO

    DALLE 2.50

     

    FIAMME SUL MARE

    Regia: Michal Waszynski [Vittorio Cottafavi]; soggetto: Gherardo Gherardi, Giulio Morelli, Alberto Pozzetti; sceneggiatura: G. Gherardi, M. Waszynski, Filippo Comoletti Gaudenti, V. Cottafavi; fotografia: Arturo Gallea; montaggio: Enrico Linke; musica: Alessandro Cicognini, Giuliano Conte; interpreti: Carlo Ninchi, Edda Albertini, Felice Romano, Piero Palermini, Silvana Jachino, Giacomo Rondinella; produzione: Sirena Film; origine: Italia, 1947; formato: 35mm, b/n; durata: 77'.

    «La stagione che va dal 1945 al 1948 segna indubbiamente uno dei vertici del cinema italiano, soprattutto perché mai come in questo momento i film si incaricano di raccontare la nostra società, fotografando un passaggio epocale come quello dalla dittatura alla democrazia. I capolavori del Neorealismo fungono all'estero da ambasciatori di questa nuova Italia, tratteggiando con la loro poesia l'immagine di un popolo in cerca di un riscatto morale e sociale, ma ci sono molti altri film, anche minori, che fotografano a modo loro questo delicato processo di ricostruzione.

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    Venerdì 18

    RAI 3, Fuori orario

     

    Inizio Programma della notte ore 1.10

     

    L'INTRUSA

    Un film che contiene la massima polarità tra uno spazio teatrale (come in un Pagnol o Guitry), un piccolo mondo italiano (nel cinema americano si parlerebbe di «americana») che solo il primo, a tratti affine Bianchi (La maestrina, 1942) seppe rendere parimenti, e un universo di approdi dal mare e, alla fine, di fuga verso il mare, che transitano da Dwan e dal Renoir americano di Bogeaus alla ancora remota nouvelle vague: perfetto rovescio delle onde che cancellavano i titoli de L'albergo degli assenti prodotto dalla Oceano Film, sono forse le due regie più intimamente segrete del regista, e questo è il solo 17 da L'intrusa suo titolo ad essere firmato "un film di Raffaello Matarazzo". È anche il solo suo postbellico in parte in presa diretta (fonico Giovanni Paris) o comunque con molti 

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    Venerdì 18

    RAI 3, Fuori orario

    Inizio Programma della notte ore 1.10

     

     

    Con il precedente Rohmer La nobildonna e il duca risultò indigesto ai sus16 da Triple agent sulti politicamente corretti (bravo solo il festival di Berlino a selezionarlo), come se il regista agli albori del nuovo millennio volesse aggiungere alla messa in discussione della rivoluzione francese anche quella di tutto il progressismo novecentesco: di Stalin si può anche dir male, ma qui si lambisce l'illusoria vittoria del Fronte Popolare, e allora... Eppure è il film più renoiriano di Rohmer, immerso nella pittura, e il più dreyeriano, così contiguo col precedente al segreto Due esseri, e vicino ad altri capolavori incontrollati: Topaz di Hitchcock, Anno uno di Rossellini, L'oeil de Vichy di Chabrol (di cui è quasi gemello per l'attingere alla dubbia 

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    Venerdì 18

    RAI 3, Fuori orario

    Programma della notte - Inizio ore 1.10

     

    LA SORTIE DES USINES LUMIÈRE

    Regia, fotografia: Louis Lumière; produzione:Lumière; origine: Francia,1895; formato: 35mm, b/n, muto; durata: 1'.

    «Il 22 marzo 1895, Louis Lumière effettuaper la prima volta una dimostrazione pubblica del suo Cinématographeproiettando una veduta con l'uscita degli operai dalla fabbrica Lumière. Diquesta, che fu certamente la prima veduta che Lumière girò su celluloide,non è sopravvissuto nessun materiale filmico [...]. In compenso, si tratta senzadubbio del soggetto che susciterà il più grande numero di remake e di cui sonostate trovate almeno quattro versioni. Sortie d'usine è inoltre uno dei titolifavoriti nei programmi dei Lumière, eon potrebbe essere stato proprio 

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    La prima notte del Festival 2020 - I Mille Occhi in convergenza con Fuori Oraio

     

     

     

     

     

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