I libri sono cinema

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Incontro La gaia scienza, 2

Martedi' 22 settembre ore 11.15 al Caffe' degli Specchi

I libri sono cinema, il cinema è il libro della vita

Letture di opere non di cinema che tuttavia appartengono al cinema, o meglio cui il cinema appartiene. Con un intervento via skype di Marc Scialom (Les autres étoiles, ed. Artdigiland 2015)


Appuntamento alle ore 11.15 al Caffè degli Specchi, il secondo della serie d'incontri del festival emblematicamente chiamati "La gaia scienza": si tratta del convegno I libri sono cinema, il cinema è il libro della vita, durante il quale si terranno, secondo le parole del direttore Sergio M. Germani, « letture di opere non di cinema che tuttavia appartengono al cinema, o meglio cui il cinema appartiene», a partire dall'appena uscito Les autres étoiles di Marc Scialom, regista e scrittore che nel 2012 vinse il Premio Anno Uno per il suo film Nuit sur la mer e che ai Mille occhi torna virtualmente a tre anni di distanza, in colloquio via Skype.

 

Marc Scialom, nasce a Tunisi. Ebreo di origini italiane, toscane, poi naturalizzato francese, è regista, scrittore, traduttore. Dopo le persecuzioni naziste nel ‘43 in Tunisia, le ripercussioni sugli Italiani, associati al fascismo, nel periodo dell' "epurazione", e la strage di Biserta (1961) - sconfinamento della guerra franco-algerina che Scialom denuncia nel corto "La parole perdue" (1969) -, lascia la Tunisia per la Francia.  La sua vita si intreccia, "mancandola", con la storia del cinema: a Parigi il lungometraggio "Lettre à la prison" (1969-70), realizzato senza un produttore e quasi "clandestinamente", non viene capito dai suoi amici cineasti. Si tratta di un'opera poetica sulla perdita di identità culturale e personale di un esule arabo, ed è girato tra Tunisi, Marsiglia e Parigi. Deluso, Scialom chiude il film in un cassetto.  Torna allo studio della lingua e della letteratura italiane. Insegna all'Università di Saint-Etienne. Traduce la "Divina Commedia" (Le Livre de Poche, 1996). Di Dante, sentito come "l'esule per eccellenza", si era già occupato con il cortometraggio "Exils" (1966) che gli vale la vittoria del Leone d'argento alla Mostra di Venezia del '72. Dopo il ritrovamento di "Lettre à la prison" grazie alla figlia Chloé, il restauro e la presentazione nel 2008 al Festival International du Documentaire di Marsiglia dove ottiene la Mention spéciale du Groupement National des Cinémas de Recherche, Marc Scialom realizza "Nuit sur la mer" (2012), riflessione sulla morte, e sull'utopia di un mondo senza frontiere. Per questo film, e per l'insieme della sua opera, riceve nel 2012 il premio Anno Uno dal Festival I Milleocchi di Trieste.

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