Premio Announo

Vedere oggi l'ultimo lungometraggio diretto da Dimos Theos è, insieme alle tante profonde emozioni che contiene, insieme alla bellezza personalissima con cui eredita tutto l'universo culturale greco (e dunque dell'Occidente), anche uno spietato atto di accusa a come va il mondo del cinema, alle sue incancrenite gerarchie (e lasciamo perdere i cosiddetti canoni). Perché Eleatis xenos è un capolavoro assoluto, che I mille occhi hanno avuto la fortuna di intercettare nel loro vagare nel cinema, che spesso si rivela rabdomantico più per demeriti altrui che per merito nostro. Un Premio Anno uno conseguente soltanto col nostro saper accogliere Werner Schroeter, Paulo Rocha, Thomas Harlan, Klaus Wildenhahn, Marc Scialom, Vítor Gonçalves, e in generale nel festival Vittorio De Seta, Nico Papatakis, Jacques Baratier... che consideriamo tutti cineasti del presente alla pari dei giovani e giovanissimi che ammiriamo. Si vorrebbe che questa prima proiezione extragreca non di circostanza, di un film che unisce alla profonda ellenicità un totale carattere apolide, ben segnalato dalle coproduzioni turca (!!!), ungherese e belga, aprisse almeno mille occhi al mondo. Un film struggente, una ricerca del padre, l'eterna sconfitta dell'amore, un'opera già straniera in patria, come ne è consapevole il titolo ripreso da Hölderlin (colui che con Nietzsche e Giorgio Colli meglio capì la

Grecia), con protagonista un'esordiente brasiliana doppiata da una voce tedesca parlante il greco... e con lei Eleni Maniati che lo collega a tutta la grandezza di Stavros Tornes, il cui ultimo lungometraggio, Enas erodhios ghia ti Ghermania, perfetto gemello del film di Theos, ebbe nove anni prima per protagonista l'abbagliante "ornitologa tedesca" Anna Wich, qui ripresa in un piccolo ruolo non accreditato. Perché l'essere isolato, straniero di Theos verso il cinema greco si unisce alle sue altre massime punte: Kierion, il suo primo lungometraggio (con proiezione a Venezia e da Langlois nel 1968, ma edito in Grecia solo a fine dittatura), aveva come attori Kostas Sfikas (gemello nell'anarcotrockismo di Theos), Stavros Tornes, Tonia Marketaki - cioè i massimi - insieme a gran parte degli altri cineasti greci importanti. La personale quasi completa che realizziamo (con postille il prossimo anno) è un omaggio dovuto a un cineasta straniero e greco come noi.

Associazione Anno uno

settembre 2017

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