Cécile Decugis

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Martedì 18


17.00

Cécile Decugis, il montaggio della vita


La distribution de pain Cécile Decugis, 1957-2011, 14'.

Regia, fotografia, montaggio, voce: Cécile Decugis; produzione: Hedy Ben Khalifa; origine: Tunisia/Francia, 1957- 2011; formato: video, b/n; durata: 14'. Copia DVD da Garance Decugis.


Il film, con il primo titolo di Les Réfugiés, è stato realizzato da Cécile Decugis e dal regista tunisino Hedy Ben Khalifa nel giugno del 1957 e commissionato dalla giovane repubblica tunisina, che lo ha presentato all'ONU, al momento della sua ammissione nel novembre di quell'anno, per richiedere aiuti. È girato nella ‘zona vietata' dove si raggruppano i rifugiati, che serve anche come base dell'ALN (Armée de libération nationale). Quando, circa una dozzina d'anni or sono, Decugis ritrova il negativo (senza sonoro) di Les Réfugiés, decide di riprenderlo, aggiungendo un nuovo commento, che lei stessa legge, e si prende la libertà di reinterrogare le immagini del 1957. Intitolato La Distribution de pain, il film esce nel 2011. La voce fornisce le informazioni fattuali, necessarie ieri come oggi, ma mostra anche le immagini dal punto di vista del presente, senza alcuna ostentazione. (Bernard Eisenschitz)


René ou le roman de mon père Cécile Decugis, 2016, 28'.

con la presentazione di/introduction by Jackie Raynal e/and Émile Breton


Regia, sceneggiatura, montaggio, voce: Cécile Decugis; origine: Francia, 2016; formato: video, col.; durata: 28'. Copia DVD da Garance Decugis. La voce roca, un po' dura e priva d'indulgenza di Decugis commenta questo "romanzo" dedicato a suo padre, un fotoromanzo, fatta eccezione per qualche inquadratura cinematografica. Comincia come una cronologia fotografica dei suoi genitori, personaggi "come tutti", e quindi unici. Il senso dell'epoca è dato dall'evoluzione dei corpi, degli abiti, degli accessori scelti per autorappresentarsi - automobili, aeroplani. Una digressione ci riporta all'epoca della fondazione d'Hyères, venticinque secoli prima: niente di preoccupante per lo spettatore, non più della descrizione minuziosa, che evoca il Nouveau Roman, delle auto e degli aerei, degli alberi che compongono un giardino. (Bernard Eisenschitz) 

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