Presentazione XXV edizione
Sergio M. Grmek Germani introduce così il programma principale di questa 25ª edizione di I mille occhi, dal titolo Finestra sul terrore: il cuore rivelatore del gotico italiano: «Il cinema gotico italiano e... Poe, Lovecraft, Borges e Bioy Casares, citati e riecheggiati nei film del fantastico italiano anni 60 e 70, insieme a Gogol, Maupassant, Tolstoj vari, alle reiventate leggende orrorifiche fiamminghe, vichinghe e messicane, nello spirito di Italo Calvino, Tommaso Landolfi e Mario Praz... dalla pittura di Grünewald in Il demoniaco nell'arte al Grünewald-Caiano che coniuga l'horror con Freud e Bataille in Amanti d'oltretomba... con la voce callasiana di Barbara Steele, regina tra molte indimenticabili icone femminili... con il triestino Marino Masè nella parte del dottor Joyce... con Rada Rassimov veggente suprema... con Gianni Garko nella follia e Mario Maranzana artista travolto dalla sua opera... il perturbante dietro l'angolo di tutte le geografie italiane... con l'organo di Bach ricreato da Ennio Morricone, tra le musiche per questi film già ammirate da Glenn Gould: di Vlad, Nicolosi, Rustichelli, Umiliani, Cipriani... e grandi artisti-artigiani alla regia, Freda, Ferroni, Mastrocinque... e il sommo Mario Bava, già esaltato da Tarantino, Scorsese e Joe Dante ma ancora infinitamente da riscoprire... ignorato all'epoca dai concorsi dei festival ma applaudito e copiato da Fellini, Antonioni, Visconti, dalla musa di Pasolini Laura Betti e dai creatori della commedia Risi e Comencini... alle origini dei trucchi per le due Odissee italiane (1954 e 1968)... alla scoperta, 50 anni dopo la gloriosa “Fant'Italia” a Trieste, di un cinema dalla fascinazione inesauribile, leggero e profondo, oltre ogni recinto di genere... e un incontro finale con i maggiori cultori internazionali, Tim Lucas, Teo Mora, Roberto Curti...». Naturalmente, I mille occhi non è solo questo. L'ouverture con l'omaggio a un film ritrovato di Werner Schroeter, il Concorso Cinema sul cinema, i programmi di Kino Basaglia e EstOvest – Le ragazze con la Super8. E poi il Premio Anno Uno a Pascal Bonitzer, che è stato prima un fine critico, poi sceneggiatore di opere tra le maggiori della storia del cinema moderno e contemporaneo (da Jacques Rivette a Raúl Ruiz) e infine raffinato cineasta di genere (dalla commedia al giallo), capace di far muovere, sotto l'elegante superficie, fantasmi surrealisti. O, quantomeno, l'assurdità dell'esistere. Un grande protagonista del cinema, figura di critico-cineasta e cineasta-critico come i già premiati enrico ghezzi e Louis Skorecki: nostro ospite, Bonitzer presenterà gli ultimi suoi film, in anteprima: Maigret - L'amore e la morte, naturalmente da Simenon, e Hugo, su un attore, interpretato da Fabrice Luchini e il suo spettacolo dedicato a Victor Hugo.
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