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    Ciro Giorgini non è più tra noi. Era venuto al festival una sola volta, portandoci degli invisibili Zurlini ("La promessa"...) che solo lui riusciva a ritrovare negli archivi RAI, e volle reincontrare a Trieste Rosella Pisciotta e Cesare Piccotti: perché per lui le amicizie non s'interrompevano mai. Ci diede il suo bellissimo scritto su Attilio Cappai (fu l'unico tra noi a incontrarlo in vita) che si può leggere integralmente sul sito della Cineteca del Friuli. La sua regia wellesiana era sempre presente al nostro festival: l'anno scorso doveva venire a parlarci del suo progetto sulle sale, ma uno di quei segni che il male stava avanzando gli impedì di mantenere quest'altra promessa. Ultimamente abbiamo sognato insieme al telefono di poter vedere dei nitrati per una volta nella vita.

    Come quando perdemmo Piero Tortolina, sentiamo che molti dei mille occhi si sono spenti.

  •   Dato che i simboli contano, la scelta del nuovo presidente della repubblica Sergio Mattarella di fare come primo gesto una visita alle Fosse Ardeatine non poteva essere più forte. Lo diciamo nel nostro piccolo di "mille occhi", che da tempo stanno dedicando un omaggio a Emanuele Caracciolo, cineasta italiano ucciso nel carnaio delle Ardeatine. Alla precedente edizione ne abbiamo presentato l'unica regia Troppo tardi t'ho conosciuta!(restaurata dal Museo del cinema) alla Sala Trevi e vi abbiamo dedicato un testo in catalogo. Nell'ambito della rassegna Titanus curata a Locarno si è presentato il film sceneggiato da Caracciolo La carne e l'anima, capolavoro riscoperto restaurato dalla Cineteca Nazionale, e il film collettivo Giorni di gloria che contiene le immagini delle Ardeatine.
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    A Trieste Piero Del Giudice ha realizzato al Magazzino delle idee (da cui poi migrerà a Trento) una mostra con bellissimo libro-catalogo, che sono tra le iniziative meno di circostanza tra quelle legate all'anniversario. I mille occhi vi hanno subito riconosciuto una convergenza essenziale con gli sguardi che come festival rivolgiamo da tempo a quell'evento e al suo prolungarsi sul secolo. Sergio M. Germani ne ha scritto con entusiasmo sull'Alias uscito con Il manifesto del 10 gennaio (vedi word dell'articolo in allegato), e il curatore l'ha ora invitato all'incontro che presenta il volume negli spazi dell'esposizione. Siamo lieti di quest'iniziativa in sinergia, che consentirà di meglio precisare il fondamentale apporto del cinema negli sguardi sulle vicende storiche.  

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    Nell'attesa di informazioni più dettagliate, informiamo che la quattordicesima edizione del festival si aprirà al Teatro Miela il venerdì 18 settembre 2015; l'anteprima romana e il numero di giorni, e quindi la data finale (23 o 24?) vanno precisati in relazione alla tirannia del budget. Saranno a breve precisati anche l'icona e il titolo dell'edizione. Per l'occasione, in attesa di mettere sul sito anche altri documenti video della passata edizione, mettiamo in calce il video dell'incontro con Deborah De Robertis dopo la proiezione del suo film in apertura alla serata del 15 settembre.

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    Non abbiamo che potuto aderire alla campagna che archivi, storici e appassionati di cinema di tutto il mondo rivolgono a sostegno di Naum Kleiman e del SUO museo del cinema di Mosca. Privare le istituzioni di qualcuno che le ha create e fatte crescere nell'indipendenza e nella passione è la forma più stupida di demolizione dei pochi segni di vera cultura che ci rimangono.
    Segue la lettera inviata al British Film Institute e alla sua rivista "Sight and Sound".  

    Dear colleagues,

    the international arts&film festival "I mille occhi" in Trieste (Italy) wants to add his support to Naum Kleiman and his staff. We know how it is important that one of the greatest film scholars and passionate professionals in the field of film researches and archives, can continue his work in the interest of all people who admire the history of Russian and Soviet cinema.

    Sergio M. Germani

     

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    Mille occhi si chiudono con l'intenso incontro che ha visto protagonisti il Premio Anno unoTariq Teguia e il numeroso e appassionato pubblico di martedì sera. Il direttore Sergio M.Germani, sottolineando come ci sia nella volontà del festival il desiderio di evidenziare accostamenti tra film del passato e il cinema di oggi, ha citato la vicinanza tra il premiatoThwara Zanj e A Question of People di Rossellini, come due film capaci di intrecciarsi liberamente a distanza di tempo dando entrambi la sensazione di come "la storia sia un luogo di direzioni assolutamente impreviste".

    A questo riguardo Teguia ha ricordato come in Italia i suoi film siano stati da subito particolarmente apprezzati. "Sicuramente nel mio cinema una fonte di ispirazione sono i grandi registi italiani, come Rossellini e il cinema degli spazi di Antonioni" ha dichiarato "La verità è che le culture sono diverse, ma il cinema le può unire tutte". Dopo Trieste il regista proseguirà il suo tour di presentazione del film in altre città italiane, tra cui Milano, Torino e Roma. "Abbiamo pensato di provare a scardinare le regole del gioco cinematografico e di attraversare il paese con un film che racconti le rivolte che negli ultimi anni sono esplose 

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    I Mille Occhi - Festival internazionale del cinema e delle arti assegna questa sera alle ore 20.30 il Premio Anno uno 2014 al cineasta Tariq Teguia. Il premio, conferito a un cineasta del nostro tempo per un particolare valore d'indispensabilità attribuito dal festival alla sua ultima opera, va a omaggiare quei cineasti del presente capaci di rivelare con la propria opera le criticità del reale, in accordo con la vocazione rosselliniana dei Mille Occhi e dell'associazione da cui è indetto, che ricordiamo intitolata al film Anno uno (1974) di Roberto Rossellini. «Già rivelatosi con alcuni cortometraggi e due lungometraggi, Tariq Teguia compie in Thwara Zanj un rafforzamento ulteriore del suo cinema, ponendosi tra gli autori che più liberamente pensano con il cinema l'intera vicenda umana. Bisogna rievocare l'egiziano Shadi Abdel Salam di Al-momia per trovare un film così intimamente connesso con la lezione di Rossellini. La scena in cui si indicano tutte le direzioni geografiche e si nominano molteplici luoghi proviene dal disorientamento ebbro del finale di Francesco giullare di Dio. È questo letterale dis-orientamento ad abbracciare in un ritorno non ideologico l'anarchia, nominata in più lingue, e che nella scena della danza diviene racconto d'amore.» Sergio M. Germani

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    I Mille Occhi - Festival internazionale del cinema e delle arti assegna questa sera alle ore 20.30 il Premio Anno Uno 2014 al cineasta Tariq Teguia. La premiazione sarà seguita dalla proiezione del suo ultimo Thwara Zanj, un film che insegue l'anarchia della recente Primavera Araba ibridando fiction, documentario e ricognizione storica, e riconoscendo proprio nella Storia del mondo arabo una culla delle rivoluzioni a venire, vicina alle altre rivolte che infuocano il presente. Ma ancora prima della serata di chiusura, anche l'ultima giornata offre nella mattina e nel pomeriggio un fertile assortimento di film e incontri, in particolare sotto il segno della Titanus, come conferma, alle ore 9.15, il primo spettacolo del giorno - Romolo e Remo (1961) di Sergio Corbucci. Film mitologico dall'impianto western, il peplum di Corbucci è non a caso servito all'aiuto regia e alla seconda troupe che, da cineasti, diverranno fedeli al secondo di questi due generi (Sergio Leone e Franco Giraldi, già omaggiato

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    Tutti gli approfondimenti del festival li trovate su:


    milleocchisulfestival.tumblr.com 


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    Tra le presenze femminili d'eccezione della XIII edizione del festival I 1000(o)cchi c'è Deborah De Robertis, giovane artista lussemburghese che ha dato scandalo con la performance in cui ripropone la sua versione del dipinto L'origine du Monde di Gustave Courbet, appena prima di venire fermata dalla polizia al Musée d'Orsay. Il video, proposto in anteprima assoluta su schermo, verrà proiettato alla presenza dell'autrice lunedì 15 settembre alle 20.30.

    Quando abbiamo letto frettolose cronache e solitamente inaffidabili echi online sulla sua performance sotto il dipinto di Courbet, ci è sembrata subito una realizzazione fuori dell'ordinario, e secondo l'abitudine di non accontentarci delle chiavi di lettura più ovvie («provocazione», «esibizionismo» e affini) abbiamo cercato di vederne il video, e vi abbiamo colto un'intensità vera: non solo l'artista aveva avuto il coraggio di dire implicitamente «l'origine du monde c'est moi» (gesto che davvero ogni corpo femminile reale pretenderebbe) ma in quella spalancatura realizzava un approdo inverso alla secolare vicenda della pittura, in cui i corpi "preesistenti" 

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    Già dalla mattina di domenica, alle ore 9.15, si potranno recuperare altri due film segreti del percorso Ti ritroverò. Trieste cuore di tenebra, entrambi ambientati durante il primo conflitto mondiale: si tratta di Trieste cantico d'amore (1954) di Max Calandri, dramma storico sentimentale con Vera Carmi, e l'ancor meno visto La campana di San Giusto (1954), realizzati dalla coppia di cineasti e umoristi Amendola e Mac (nomi d'arte di Mario Amendola e Ruggero Maccari). La doppia proiezione sarà seguita da un incontro con il genovese Maurizio Cabona, saggista, critico cinematografico e inviato di politica internazionale de Il Giornale, mentre la mattina si chiuderà con un secondo incontro, in compagnia del critico e storico del costume Franco Grattarola, autore insieme ad Andrea Napoli del volume enciclopedico sull'hard italiano di recente uscita, Luce rossa. La nascita e le prime fasi del cinema pornografico in Italia, di cui si parlerà in sua 

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    Tra le esclusive più attese dei Mille occhi 2014 vi saranno i due corti ritrovati di Michelangelo Antonioni, Notizie per tutti e Il giornale conteso, non solo mai proiettati ma assenti da tutte le filmografie e le storie del cinema. I due cortometraggi, entrambi nel 1956, furono realizzati per il varo del quotidiano ENI "Il Giorno" e, pur trattandosi di opere "minori", vi si può rintracciare il segno caratteristico dell'arte del grande maestro del cinema. Verranno presentati in anteprima mondiale da enrico ghezzi sabato 13 settembre alle ore 20.30. Riportiamo l'intervista de IL GIORNO a Sergio Germani. 

    Milano, 27 agosto 2014 -Tutto è nato da un annuncio su eBayI due spot inediti di Michelangelo Antonioni, dedicati al nascituro quotidiano «Il Giorno» - e dimenticati persino dagli studiosi del regista ferrarese - erano stati messi in vendita all'asta sul più grande mercato online  

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    I 1000(o)cchi - Festival internazionale del cinema e delle arti prende il via venerdì 12 settembre con la sua XIII edizione I misteri dell'organismo. L'inizio ufficiale della manifestazione è fissato per le 19.00 di domani sera, venerdì 12, quando al Teatro Miela si terrà il brindisi inaugurale del festival. Ma le proiezioni de I Mille Occhi cominciano sin dal mattino, alle ore 9.15, con la produzione Titanus Difendo il mio amore (1956) di Raffaello Matarazzo, un mélo girato tra Bergamo e Milano, sceneggiato con Suso Cecchi D'Amico e interpretato da Vittorio Gassman nel ruolo del villain (la cui regia, ufficialmente attribuita al futuro divulgatore scientifico Giulio Macchi, è oggi riconosciuta come matarazziana).  

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    Questa sera, giovedì 11 settembre, alle ore 20 al Teatro Miela, proiezione di "Un anno di scuola" di Franco Giraldi, tratto dall'omonimo racconto dello scrittore e partigiano triestino Giani Stuparich. La serata chiude la rassegna cinematografica "Visioni di storia. 100 anni di cinema sulla Grande Guerra" promossa e sostenuta dalla Provincia di Trieste in partnership con la Casa del Cinema e con il contributo di Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione CRTrieste. La proiezione di questa sera, che rientra nel progetto "Metamorfosi di una città di confine. Trieste 1914. Film, mostre, itinerari, carte d'archivio", si svolge con la collaborazione del Festival I Mille Occhi e de La Cineteca del Friuli la RAI - Sede Regionale FVG.

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    Per la quinta volta con un'anteprima al Trevi e per il sesto anno con la main-partnership del CSC - Cineteca Nazionale, il festival diretto a Trieste da Sergio M. Germani giunge quest'anno alla XIII edizione. Sempre più orientato verso la riscoperta del cinema di ogni epoca fuor da recinti retrospettivi, quest'anno conterrà nel programma anche un tassello di variazioni ed estensioni della rassegna Titanus che il direttore ha co-curato per il festival di Locarno. Il che conferma che si può essere "festival internazionale" anche optando per un'attenzione privilegiata verso il cinema italiano. L'anteprima romana si apre oggi 9 settembre e il programma prevede

     

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