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    Sedicesima edizione del Festival internazionale del cinema e delle arti I MILLE OCCHI, al Cinema Teatro Miela dal 15 al 21 settembre, con l'ormai consueta anteprima a Roma (12-13 settembre) al Cinema Trevi della Cineteca Nazionale, main partner del festival con La Cineteca del Friuli.

    Questa imminente edizione si prospetta la più appassionante di un festival che ha ormai consolidato i propri riconoscimenti internazionali (ultima giunge l'inclusione della prestigiosa rivista americana "MovieMaker" tra i "25 coolest international film festivals"). Un programma di tendenza, insieme d'avanguardia e di abbandono al piacere della scoperta e della visione. L'unico nemico del festival è la noia, sin troppo presente nel mainstream dell'offerta corrente e il cui antidoto sta nel superare le barriere temporali: film di tutte le epoche visti oggi per la prima volta senza paraocchi, ma con quei mille occhi che ogni spettatore possiede se li apre al cinema. E naturalmente proiezioni rigorosamente nei formati originali, in copie vintage 35mm salvo i casi di restauri digitali.

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    Il Festival Internazionale del cinema e delle arti I Mille occhi apre la call per i volontari dell'edizione 2017 che si svolgerà al Teatro Miela di Trieste dal 15 al 21 settembre.

    Se sei un appassionato di cinema o se vuoi fare un'esperienza nell'organizzazione di un grande evento culturale partecipa e invia la tua candidatura all'indirizzo ufficiostampa@imilleocchi.com.

    Potrai collaborare nei settori quali ufficio stampa, comunicazione e social-network, ospitalità, traduzione e interpretariato ma anche come maschera di sala e addetto all'info-point e nei ruoli di fotografo e di operatore/montaggio video. Tutti i volontari avranno la possibilità di vivere in prima persona il dietro le quinte del festival a contatto con i protagonisti. I Mille Occhi ringraziano tutti i collaboratori degli anni precedenti e vi invitano a questa nuova emozionante edizione!

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    Riprendiamo dall'Alias uscito con Il manifesto del 22 ottobre 2016 un articolo di Sergio M. Grmek Germani, occasionato dalla rassegna Zurlini alla Festa di Roma, con i dovuti richiami alle iniziative precedenti e agli impegni ancora aperti.

    http://ilmanifesto.info/valerio-zurlini-visioni-perdute/

     

    Valerio Zurlini, sempre da riscoprire 

    di Sergio M. Grmek Germani

    Quello che è certo è che del cinema italiano vi sono molte più cose da scoprire di quelle scoperte, e ciò vale non solo per gli autori considerati minori ma anche per quelli già seguiti con attenzione. Il caso di Valerio Zurlini è particolarmente emblematico. All'inizio degli anni '60 la critica non gli negò importanza, pur collocandolo a un livello un po' inferiore ai cineasti più celebrati. Ma dopo la stima per i suoi tre film Titanus (Estate violentaLa ragazza con la valigiaCronaca familiare), culminata con il Leone d'oro a Venezia per l'ultimo, la sua opera successiva fu seguita con la sensazione di una prolungata crisi dell'autore, che sarebbe stato incapace di restare al livello precedente. Nemmeno la critica più avanzata, che ebbe il massimo riferimento in Rossellini e seppe far propri Cottafavi, De Seta, Olmi, fu capace di cogliere il valore di Zurlini, visto in una 

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    Venerdì 28 ottobre alle ore 18, al DoubleRoom arti visive si chiuderà "Haiku circolari", la doppia personale dedicata alle recenti ricerche visive della pittrice Joni Zakonjšek e del regista cinematografico Vlado Škafar, con un finissage d'eccezione: la lettura degli haiku e delle opere in mostra ad opera dei autori sloveni in dialogo con i curatori e una loro possibile traduzione in italiano di Tamara Lipovec. La mostra, curata da Mila Lazić e Massimo Premuda in collaborazione con Jaruška Majovski, che è stata inaugurata a metà settembre, rientrava nel fitto calendario di iniziative innescate nell'ambito del Festival internazionale del cinema e delle arti I Mille Occhi, giunto alla sua 15° edizione col sottotitolo Eternal BreastsVlado Škafar, a cui è stato assegnato il Premio Anno uno 2016, ha presentato otto "video haiku" tratti dalle suggestioni visive del recente film Mama (2016), girato lo scorso anno fra la Slovenia e l'Italia. Gli otto brevi video, in bilico fra cinema e videoarte, sono parte del coerente sodalizio artistico e spirituale con la pittrice Joni Zakonjšek, che in questa occasione espositiva ha presentato una quarantina di delicati acquerelli su carta

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    Non c'è più Rosella Pisciotta, presenza unica di decenni della cultura non solo cinematografica a Trieste, ben conosciuta oltre questa città (giungono telegrammi di cordoglio dall'Officina Filmclub di Roma e da altri amici sparsi per la penisola). Il senso dell'amicizia fedele, della tenacia nel mandare a tutti (anche nelle email) un sorriso, della capacità di cogliere in tutto un lato fertile e positivo, sono stati un dono unico di Rosella. Molto spesso l'hanno da lei ricevuto anche I mille occhi, che la ricorderanno ogni qualvolta potranno.  

     

     

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    Quest'anno gli dei dell'Olimpo non sono stati benevoli con gli amici dei Mille occhi. Dopo la scomparsa di Rosella Pisciotta, e dopo quella di Nereo Battello che fu nostro ospite l'anno scorso, l'amica Jackie Raynal c'informa della morte di Cécile Decugis, preziosa cineasta francese che fu con noi a Trieste nel 2010.

     

     

     

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