Anna und Elisabeth

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Lunedì 21 settembre 2015 ore 22.15 Teatro Miela

 

ANNA UND ELISABETH

Regia: Frank Wysbar

«Importante, artisticamente, è il tedesco Anna und Elisabeth (Terra Film) realizzato da Frank Wysbar, interpretato da un bel gruppo di attori in cui primeggiano Dorothea Wieck e Herta Thiele, le due note protagoniste di Ragazze in uniforme. Il soggetto è insolito: a un'umile ragazza di villaggio che veglia, in preghiera, un morto, capita il singolarissimo fatto di vederlo resuscitare. Da quel momento ella è ritenuta una santa, e tanto si crede in lei, nel suo divino potere, che una signorina paralitica, immobilizzata da anni nella poltrona, finisce col riacquistare, in un supremo sforzo di volontà, evidentemente per uno choc nervoso, le proprie gambe rimaste lungamente inerti. A questo secondo miracolo, la fama dell'innocente si propaga e tutti i malati, i bisognosi, accorrono a lei, pretendendo di essere sanati e benedetti».

Enrico Roma, Concorso cinematografico internazionale, «Cinema Illustrazione», 3 maggio 1933

«Nella prima parte Anna e Elisabetta ci ha ricordato La guarigione delle malattie di Charles-Ferdinand Ramuz, tanto più che abbiamo ritrovato la stessa atmosfera e alcuni degli stessi paesaggi del celebre romanziere svizzero. [...] Un film curioso, originale, talvolta lento, come richiesto dal copione, e mirabilmente interpretato da Dorothy Wieck e Hertha Thiele, quest'ultima addirittura straordinaria. [...] La scena in cui Elisabeth si alza per camminare è di prim'ordine, come pure altri momenti del film; ma ripetiamo che qualche scena poteva essere alleggerita, perché le immagini sono eccezionalmente espressive, grazie soprattutto alle due interpreti principali. Herta Thiele ci fa dimenticare di essere davanti a un'attrice. La sua recitazione raggiunge la perfezione dell'arte, un livello che cancella le tracce del mestiere. Complimenti anche al regista, che a differenza di tanti altri non ha ritenuto necessario mostrarci nella prima scena una lunga panoramica del paese, con il pretesto di creare l'atmosfera. Qui l'atmosfera al contrario nasce a poco a poco, e il racconto si dissimula nel ritmo degli eventi. Una definizione che si accorda perfettamente anche ad Anna e Elisabetta è quella che Christian Sénéchal [...] ha proposto per le opere d'ambientazione paesana di Ramuz, che "sono talmente nuove nel loro realismo terreno da creare un'atmosfera allucinata, in cui un'immaginazione visionaria cattura i dettagli quotidiana della nostra vita"».

Lucien Wahl, «Pour Vous», n. 264, 7 dicembre 1933



Anna è una giovane donna che scopre improvvisamente di avere poteri taumaturgici. Presto, la sua casa rurale diventa un santuario per ogni persona disabile nella contea; ciò dando grandi dispiaceri alla protagonista, che si rifiuta di credere alle sue potenzialità, e desidera solo essere lasciata sola. Si accosta a lei anche Elisabeth, una signorina affetta da paralisi appartenente alla famiglia nobile del paese. In un momento di crisi e di autosuggestione essa, alla presenza della fanciulla, riacquista la salute. Elisabeth, presa da un morboso senso di misticismo, costringe Anna ad abbandonare i genitori ed il fidanzato per dedicarsi, presso di lei, alla guarigione degli infermi. Un giovane tisico, di cui la nobile signorina è innamorata, nonostante l'intervento della presunta guaritrice, muore. La ragazza, terrorizzata, ritorna presso i suoi e respinge con violenza gli inviti della sua compagna a riprendere la propria missione. Elisabeth disperata si allontana e precipita, forse volontariamente, in un burrone.

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