La serata conclusiva dei Mille Occhi

Vítor Gonçalves Premio Anno uno 2015 con Adriano Martinolli Console portoghese_FOTO BETTY MAIER.jpg

Si è conclusa ieri sera al Teatro Miela la XIV edizione dei Mille Occhi, svoltasi dal 17 al 23 settembre a Trieste con anteprima a Roma nelle giornate del 15 e 16.

Quest'ultimo appuntamento, durante il quale è stato consegnato il Premio Anno uno, ha visto una grande partecipazione di pubblico, numeroso già all'incontro della mattina con il vincitore Vitor Gonçalves.

Molto soddisfatto il direttore Sergio M. Germani che ha subito ringraziato i sostenitori del festival, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Fondazione Kathleen Foreman Casali, gli ospiti, gli sponsor e i media partner. Un sentito ringraziamento è stato rivolto all'ampio gruppo di collaboratori, caratterizzato dalla presenza di moltissimi giovani, segnale concreto di come non ci siano contraddizioni generazionali all'interno dei Mille Occhi. A questo proposito Germani ha citato una frase di Rossellini: "le professionalità sono indispensabili, ma la prima professione è quella di essere umano" facendo notare come il festival cerchi di potenziare le professionalità delle persone che di anno in anno vi si avvicinano.

Presenti in sala l'Assessore alla cultura Gianni Torrenti, il console portoghese a Trieste Adriano Martinolli, il co-produttore del film vincitore A Vida Invisível Christopher Young e Roberto Turigliatto, grande conoscitore del cinema portoghese. Immancabile fra tutte la partecipazione della Presidente della Provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat che con il suo intervento ha sottolineato la prerogativa dei Mille Occhi di non essere solo un festival, ma un vero e proprio significativo momento di approfondimento e di ricerca: "La Provincia" ha affermato "per principio sostiene il festival e in generale il cinema come elemento della cultura di questa città e di questo territorio". Ed è stata la Presidente a consegnare il Premio Anno uno al cineasta Vitor Gonçalves il quale, con l'umiltà che caratterizza i grandi uomini, ha riassunto in un sentito grazie tutta la sua emozione, esprimendo riconoscenza all'intera organizzazione del festival, che ha definito meraviglioso e capace di trasmettere il vero amore per il cinema.

Già durante l'incontro mattutino al Salone degli Incanti, Sergio M. Germani aveva posto in evidenza come il Premio Anno uno assegnato quest'anno sia da considerare uno dei più necessari ed importanti nella storia del festival: Vitor Gonçalves è il tipo di cineasta che appartiene profondamente ai Mille Occhi in quanto crede e resta fedele al suo cinema mirando ad un coinvolgimento autentico e non elitario del pubblico. "L'edizione del festival di quest'anno parte dal presupposto che in Portogallo, come in tanti altri luoghi del mondo compresa l'Italia, le questioni permanenti di crisi si fanno sentire, però la capacità degli autori di reagirvi con la propria invenzione e genialità crea in qualche modo delle importanti possibilità" ha affermato il direttore Sergio M. Germani.

Nel corso dello stesso incontro il musicologo Roberto Calabretto ha lodato l'utilizzo non convenzionale della musica nei film di Gonçalves, vera protagonista proprio perché al di fuori di schemi ormai consolidati in Europa. La musica, che diventa componente psicologica e non solo scansione ritmica in Uma Rapariga no Verão, e che interagisce con l'azione visiva, che si ferma e in essa si risolve, nell'ultimo film A Vida Invisível: la sua colonna sonora è capace di creare quel senso di stasi che è l'unica vera possibilità di interazione con la poesia delle immagini.

Anche il critico cinematografico Roberto Turigliatto ha commentato il cinema di Vitor Gonçalves mettendone in luce l'incredibile ricerca sulla dinamica e dialettica delle forme e il rapporto corpo-spazio, ossessione confermata dal regista portoghese soprattutto per quanto riguarda l' inquadratura e la materia.


I Mille Occhi si chiudono al Teatro Miela ma gli eventi paralleli dell'associazione Anno uno continuano: ricordiamo l'appuntamento con "Un Amico ritorna", venerdì 25 settembre alle 18.00 presso la Casa della Musica di Trieste: Olmo Amico, Gabriele Centis e Sergio M. Germani presenteranno un programma-omaggio a Gianni Amico con L'uomo amico di Germano Maccioni, Noi insistiamo! e Appunti per un film sul jazz di Gianni Amico. Si tratta di una prima tappa a Trieste dell' omaggio che proseguirà ai Mille Occhi 2016 con i film brasiliani, le sue elegie politiche e corali, e altri suoi film rari.


Un arrivederci alla prossima edizione per un nuovo ed emozionante viaggio alla scoperta dei lati inesplorati del cinema: I Mille Occhi continueranno a lanciare sguardi da accogliere e contraccambiare proponendo nuove visioni collettive di capolavori del cinema del passato e del presente.


Il festival I 1000(o)cchi è ideato e realizzato dall'Associazione Anno uno in partnership con la Cineteca del Friuli-Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia, il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, la Cineteca di Bologna, Fuori orario, L'Officina Film Club, l'Archivio nazionale cinematografico della Resistenza.


Realizzato con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Kathleen Foreman Casali.

 

foto di Betty Maier 


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