IL LUNEDI' DEI MILLE OCCHI

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I Mille Occhi continuano le loro proiezioni lunedì 19 settembre dopo un weekend di intense emozioni al Teatro Miela di Trieste. Il primo lungometraggio in programma è A Modern Hero, del 1934, unico film sonoro diretto da Georg Wilhelm Pabst, regista tedesco di cultura e gusto raffinato che partecipò alla stagione del grande cinema sperimentale tedesco degli anni Venti e adattò opere letterarie di F. Wedekind, B. Brecht, I. Ehrenburg e M. de Cervantes. Per questo film il regista si ispirò al romanzo omonimo di Louis Bromfield, scrittore statunitense premio Pulitzer 1927. A conclusione della mattinata ci si incammina nuovamente sul percorso Beloved and Rejected guidati da Olaf Möller: in programma Der Arzt von Stalingrad, un ritratto sulla responsabilità di essere uomo, ambientato nella Russia della Battaglia di Stalingrado diretto dal regista e scrittore ungherese Radványi Géza.

Apre il pomeriggio il cortometraggio Panico! di Alberto Pozzetti (1947) sorprendendo il pubblico di oggi su come il problema delle psicosi collettive e individuali e del ruolo dei media nella loro diffusione, fosse oggetto di attenta osservazione già nell'immediato dopoguerra.

Per la rassegna dedicata ai cineasti veneti Mondo piccolo, grande ombra curata da Dario Stefanoni, segue un ricordo dell'attore e regista padovano Walter Santesso noto solo come interprete del Paparazzo ne La dolce vita di Fellini eppure autore rigoroso di originali e personalissimi film per ragazzi. Un regista esemplare, uno di quei cineasti rimasti ai margini del cinema di alta risonanza pur vantando una filmografia di indiscussa qualità. Alle 15.15 verranno proiettate alcune sequenze proprio del provino realizzato da Santesso per Fellini, seguite dalla produzione italo-spagnola di Eroe Vagabondo, film con echi fellineschi scritto, diretto e interpretato dal regista veneto.

Sempre in onore al conferimento del Premio Anno Uno a Vlado Škafar è in programma alle 17:30 la proiezione del film Otroci (Bambini). Il film, realizzato nel 2008, chiama lo spettatore a interrogarsi sui fenomeni quotidiani della vita e della morte, costringendolo a guardare la propria immagine riflessa, con tutto il conseguente disagio e il carico di quesiti che la visione familiare si porta sempre appresso. Un film specchio che alterna la lettura fuori campo di lettere dedicate a un bambino a monologhi guidati che invitano sconosciuti di varie età a ripercorrere la propria vita.

Si arriva alla sera e ci si immerge in un capolavoro del cinema muto, accompagnato da suoni e voci ma solamente per I Mille Occhi: Umanità è il film di una delle prime registe donne, la romana Elvira Giallanella, personalità interessante e misteriosa che scelse di girare sul Carso goriziano quella che fu la sua unica opera. Storia fantastica, persa e ritrovata, ispirata a un poemetto in rima per ragazzi, in cui due bambini rimangono gli unici superstiti sul pianeta Terra. "Film unico tra i vari notevoli che tra le due guerre si muovevano dal ricordo alla premonizione" nella definizione di Germani, l'approccio della Giallanella è fiabesco e infantile, rende il tema delicato senza che perda la componente di durezza rispetto alla drammaticità della distruzione bellica. Ad accompagnare la silenziosa proiezione del film gli interventi sonori di Francesca Bergamasco alla voce e di Alessandro Fogar al live electronics.

Sullo stesso versante della storia, la serata prosegue con la visione della produzione televisiva Gli Ultimi Giorni Dell'Umanità, curata nel 1990 da Luca Ronconi sul testo teatrale di Karl Kraus, uno dei libri fondamentali della Grande Guerra che Ronconi stesso definisce come "un testo al confine tra la tragedia e l'operetta dove la guerra è vista attraverso lo sguardo di una stampa dissennata, faziosa e ubriaca di slogan e di delirio biblico".

I Mille Occhi si chiudono con l'ultimo film girato da Gennaro RighelliIl Corriere Del Re, ma solo per una notte.

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