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    Giovedì 29, alle ore 20.30, al Cinema Ariston, anteprima del festival I Mille Occhi di Trieste, con la presentazione di uno dei grandi capolavori di Valerio Zurlini, Il deserto dei tartari (1976), tratto da Dino Buzzati. 

    Si tratta del secondo appuntamento di avvicinamento al festival, dopo la nottata di Fuori orario, su Rai3, dello scorso 23 settembre, in cui sono stati presentati preziosi materiali d'archivio relativi a Buzzati. 

    È l'occasione, questa, per presentare al pubblico triestino la 21ª edizione (e la seconda del 2022) del festival fondato e presieduto da Sergio Grmek M. Germani e diretto da Olaf Moller e Giulio Sangiorgio, che si terrà dal 12 al 15 dicembre al Cinema Ariston di Trieste e il 16 dicembre online, con un'ulteriore coda televisiva su Fuori orario, su Rai3. 

    Fulcro della proposta di questa edizione sarà la retrospettiva dedicata alla riscoperta dei film ispirati e tratti dal grande autore milanese Dino Buzzati, a 100 anni dalla nascita, il cui genio è omaggiato sin dalla locandina  della rassegna, illustrata dal noto fumettista Sergio Ponchione.

     

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    Salutiamo commossi il grande scrittore Boris Pahor, che è stato anche uno degli ospiti più prestigiosi di una passata edizione del festival.

     

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    Roma, 1933. Al teatro Barberini va in scena la compagnia Za-Bum di Mattoli, con mattatori De Sica e Melnati. Rappresentano L'amore fa fare questo e altro del dirompente Achille Campanile, una commedia grottesca che già alla prima milanese, insieme allo sdegno della critica, aveva richiesto l'intervento dei carabinieri per contenere gli spettatori più ostili. Di come andò quella sera a Roma ne avrebbe invece scritto una delle più fertili riviste umoristiche del tempo, il "Marc'Aurelio", fucina creativa di molti dei futuri talenti del cinema italiano (da Steno a Metz, da Zavattini a Fellini). Il cronista non si preoccupa dei fischi e degli strilli di chi, a suo dire, doveva avere «un cervello ravvolto dalle soffici bende del "carino", del convenuto, del banale». No, rimane sconvolto dalla reazione atterrita degli attori. «De Sica e Melnati - scrive - si sono impressionati. Terrorizzati dall'idea di perdere il cioccolatino degli applausini con il quale il pubblico dei varietà li vizia da anni, hanno tentennato, sono impalliditi, hanno ripudiato autore e commedia, sono fuggiti, e sono ri[1]comparsi alla ribalta con un altro lavoro». Il pezzo s'avventa su De Sica, ritraendolo «pallido, curvo, ridere verde», supplicante il per

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    Guarda e scarica qui programma della XX edizione dei Mille Occhi!
    festival (imilleocchi.com

     

     

     

     

     

      

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    Ultima notte dei Mille Occhi questa di sabato 26 marzo! Fuori Orario presenta quattro film collegati ad altrettante sezioni del Festival: "Premio Anno Uno a Danièle Huillet e Jean-Marie Straub","Questi fantasmi: inediti e incompiuti di Giulio Questi" "Dante detour - deviazione per l'inferno", "Alberto Lattuada, viaggio nel corpo". Appuntamento dalle ore 1.20 su Fuori Orario Rai 3.


    Pour Renato di Jean-Marie Straub (2015; 8') prima visione tv

    L'uomo della sabbia di Giulio Questi (1979; 76')

    Paolo e Francesca di Raffaello Matarazzo (1950; 91')

    La freccia nel fianco di Alberto Lattuada (1944; 82')

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    La serata di sabato 26 marzo, ore 23, vede la proiezione dell'unico film da regista di A.G. Rossi, "Il ladro" (1939), supervisionato da Matarazzo e montato da Poggioli, tra i rarissimi casi di grottesco afascista nel cinema del Ventennio. Sopravvissuto incompleto di parte del sonoro, mentre di circa un quarto ne rimane solo la voce, il "controfilm" di Rossi è una farsa paradossale e rigorosa che mette in scena la vicenda kafkiana "al contrario" di un ladro che pretende di venir denunciato dall'uomo ordinario che ne ha sventato il borseggiamento, quando ormai la refurtiva è stata restituita e non vi sono più prove del furto. Anche tra le lacune del suo supporto, il film rivela Rossi come l'avanguardista segreto e raffinato che fu: protagonista pressoché unico di una via italiana al teatro dell'assurdo, adombrato dal coetaneo e più celebre Achille Campanile, instancabile animatore e fondatore di giornali, Rossi vantava un ingegno narrativo fuori dal comune e memore delle più radicali sperimentazioni futuriste, dalla cui dirompente "antinarrativa" prese poi forma la più popolare 

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    Chiude il percorso dantesco in occasione dei settecento anni dalla morte di Dante, un'opera di Camillo Mastrocinque. Appuntamento alle ore 21 al Teatro Miela con il film Totò all'inferno con un dialogo con il professor Giulio Ferroni ospite in sala. Personalità di grande rilievo della Letteratura italiana, professore emerito della Sapienza di Roma, è autore del libro L'Italia di Dante - Viaggio nel paese della «Commedia» con cui ha vinto il Premio letterario internazionale Viareggio Rèpaci 2020 (sezione Saggistica) e il Premio letterario internazionale Mondello 2020 (sezione Opera critica).

    Totò all'inferno rappresenta la prima delle tante collaborazioni di Mastrocinque col comico napoletano. Caratterizzata da un'alternanza tra il bianco e nero della realtà e il colore dell'inferno, vede come coautore del soggetto lo stesso Totò.

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    Alle ore 18 ultimo appuntamento con il Premio Anno uno a Danièle Huillet e Jean-Marie Straub

    Verrà proiettato il film Sicilia! (1998)

    Il premio Anno Uno è assegnato, quest'anno, a Danièle Huillet (postumo) e Jean-Marie Straub, due dei maggiori cineasti della storia del cinema. Olaf Möller, direttore dei Mille Occhi e curatore dei quattro programmi a loro dedicati (a cui si aggiunge una postilla-omaggio su Fuori Orario, la notte del 26 marzo, su Rai3) li definisce un assioma del Modernismo: tutta l'arte del dopoguerra è impensabile senza il cinema di questa coppia di registi che tra il 1961 e il 2008 ha co-firmato esattamente trenta opere, di cui due sono state proiettate solo dopo la morte di Huillet, nel 2006. Straub, poi, ha proseguito da solo, ma non in solitaria: con lui collaboratori-amici, come Barbara Ulrich, Renato Berta, Christoph Clavert... Con il loro classicismo radicale diventato il punto più avanzato di tutte le avanguardie, Huillet & Straub sono sempre stati cari a I Mille Occhi, come un simbolo di tutto ciò in cui il festival non smette di credere. Per offrire un'idea della vastità e dell'abbondanza della loro ispirazione, abbiamo deciso di programmare, .

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    Sabato 26 marzo alle ore 16.30 viene presentato il volume inedito Walt Disney - Prima stella a sinistra di Mariuccia Ciotta, alla presenza dell'autrice e con un programma disneyano a cura di Simone Starace. Mariuccia Ciotta, giornalista e critico cinematografico, autrice di programmi radiotelevisivi, ha scritto saggi e libri su autori e generi del grande schermo. L'evento fa parte del percorso Premio Anno Uno speciale, quello a Elisabetta Sgarbi, per il suo lavoro culturale nell'ambito dell'editoria. Saranno proiettati una serie di cortometraggi muti con accompagnamento musicale, molto liberamente ispirati ad Alice nel paese delle meraviglie. in cui Disney anticipa molte delle cose che svilupperà negli anni 50 e 60, come i primi tentativi di interazione tra attori e cartoni animati che riproporrà nel film Mary Poppins. Un Walt Disney giovane e spregiudicato, diverso da quello che appartiene al nostro immaginario, insolito con le sue mille anime che troveranno una convivenza nella produzione matura.

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    La mattina del sabato dei Mille Occhi, a partire dalle 9.30, è dedicata interamente a Dante con la proiezione completa dello sceneggiato televisivo Vita di Dante di Vittorio Cottafavi.

    Lo sceneggiato fu trasmesso dalla rai in tre puntate nel 1965 e vede nei panni del sommo poeta  l'attore Giorgio Albertazzi affiancato da Loretta Goggi.

     

     

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    Questa notte 25 marzo ore 1.25

     

    VISIONI D'AMORE - IL CINEMA ERETICO DI MARCO MARTINELLI E ERMANNA MONTANARI

    Una notte a cura di Fulvio Baglivi ideata con Matteo Marelli e in collaborazione con i festival I mille occhi di Trieste e Filmmaker Festival di Milano

    Visioni d'amore - Una conversazione di Matteo Marelli con Marco Martinelli e Ermanna Montanari (2022; 30') prima visione tv

    fedeli d'amore di Marco Martinelli (2021; 52') prima visione tv

    Ulisse XXVI di Marco Martinelli (2021; 16') prima visione tv

    The Sky Over Kibera di Marco Martinelli (2019; 42') prima visione tv

    Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi di Marco Martinelli (2017; 98') prima visione tv

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    Oggi, venerdì 25 marzo, alle ore 18 un evento imperdibile al Teatro Miela

    I Mille Occhi presentano il libro L'acquario di quello che manca di enrico ghezzi con l'ospite Aura Ghezzi.

    E' prevista una tavola rotonda in cui Il direttore del festival, Giulio Sangiorgio presidente Sergio M. Grmek Germani, dialogheranno con Aura Ghezzi, il critico cinematografico Roberto Turigliatto e il giornalista di cinema Roberto Silvestri.

     

     

     

     

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    Il venerdì sera dei Mille Occhi è dedicato a Ornella Vanoni. Appuntamento al Teatro Miela alle ore 21. L'omaggio dei Mille Occhi a Ornella Vanoni ha il suo centro nella visione del recente documentario Senza Fine della regista Elisa Fuksas, che per il festival ha inviato un messaggio introduttivo personale al film e che precederà la proiezione in sala. Senza fine, che prende il titolo dalla canzone che Gino Paoli ha dedicato a Ornella Vanoni, racconta la vita di una tra le più amate cantanti della musica italiana, e lo fa in maniera intima attraverso i dialoghi con la regista Elisa Fucksas. Presentato alle Giornate degli Autori nell'ambito della 78a Mostra del Cinema di Venezia e uscito nelle sale a febbraio, il film è ambientato in un luogo fuori dal tempo all'interno di un polo termale, e vede anche la presenza di tre artisti molto conosciuti al pubblico: Vinicio Capossela, Samuele Bersani e Paolo Fresu. A concludere la serata omaggio all'artista, sarà la proiezione del film Non si sevizia un paperino, in cui la presenza della Vanoni è nella sua voce cantata, nel brano che ritorna e struttura un capolavoro del cinema di genere come questo di Lucio Fulci.

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    Oggi, venerdì 25 alle ore 15 al Miela, qusto secondo programma, proporrà un grande inedito, Ceneri della memoria (1962) di Alberto Caldana, con testo di Tino Ranieri, ricostruzione di un'ora delle vicende della Shoah in Italia e del riproporsi dell'antisemitismo nel dopoguerra.

    Si tratta appunto della versione integrale presentata alla Mostra di Venezia e inedita in sala, conservata dalla Cineteca di Bologna. Data la durata anomala del film, né cortometraggio né lungometraggio, il film fu rimontato per le sale, contro la volontà degli autori, e ridotto a cortometraggio, triste vicenda su cui Ranieri intervenne sulla rivista "Trieste" diretta da Guido Botteri, in un numero che pubblicò anche il testo integrale del commento. Tuttavia l'opera nella sua integrale unitarietà di immagini e testo è rimasta sconosciuta fino ad oggi.

    Nell'incontro dopo la proiezione, cui parteciperà in accordo col Museo della Comunità ebraica di Trieste "Carlo e Vera Wagner" lo storico Tristano Matta, si proporrà a confronto anche la versione apocrifa del film.

    Questo evento, un'occasione unica per vedere le due sole opere da cineasta del poliedrico Ranieri, è a ingresso libero come tutti i programmi del festival

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