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    Danièle Huillet (1936-2006) e Jean-Marie Straub (1933) sono un assioma del Modernismo: tutta l'arte del dopoguerra è impensabile senza il cinema di questa coppia di registi che tra il 1961 e il 2008 ha co-firmato esattamente trenta opere, di cui due sono state proiettate solo dopo la morte di Huillet, nel 2006. Straub, poi, ha proseguito da solo, ma non in solitaria: con lui collaboratori-amici, come Barbara Ulrich, Renato Berta, Christoph Clavert... Con il loro classicismo radicale diventato il punto più avanzato di tutte le avanguardie, Huillet & Straub sono sempre stati cari a I Mille Occhi, come un simbolo di tutto ciò in cui il festival non smette di credere. Per offrire un'idea della vastità e dell'abbondanza della loro ispirazione, abbiamo deciso di programmare, per questo tributo in occasione del Premio Anno, una parte della loro produzione di cortometraggi, le cui fonti vanno da Heinrich Böll a Maurice Barrès, da Arnold Schönberg a sconosciuti graffitari, da Bertolt Brecht a Elio Vittorini e di nuovo a Brecht ... Guardare Huillet e Straub farà risplendere di nuovo il verde della terra per te, poiché ognuno dei loro film permette di vedere la vita in una luce mai vista prima.

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    Dopo le problematiche legate alla pandemia di Covid-19, torna a Trieste I MILLE OCCHIdal 22 al 26 marzo 2022. Un'edizione, questa XX, primaverile e straordinaria, troppo presto troppo tardi, che recupera il vuoto dell'anno passato e anticipa un ritorno alla normalità, quello della XXI edizione, che si terrà a settembre di quest'anno. Due le sedi dell'evento: il 22 e il 23 marzo il Cinema Ariston, il 24, 25 e 26 il Teatro Miela.

    Dirigono, o meglio: mettono in scena, quest'edizione, presieduta e animata come sempre dal fondatore Sergio M. Grmek Germani, il critico cinematografico e programmatore tedesco Olaf Möller e il critico e direttore del settimanale Film Tv Giulio Sangiorgio. Una direzione che si pone in continuità con lo spirito di ricerca e svelamento dei segreti d'archivio del cinema passato, aprendosi a una dimensione maggiormente internazionale e al lavoro di sperimentazione di cineasti del presente e del futuro. Alle due figure di direttori artistici si aggiunge, in qualità di direttore organizzativo, Simone Starace.

    Nei cinque giorni, un programma denso e ricco, colmo di intrecci, con tanti punti di fuga prospettica.

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    Riprendiamo dall'odierno numero de Il Piccolo ringraziando Federica Gregori e la redazione Cultura e spettacoli    

     

     

     

     

     

     

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