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    IL VOLO DI TEO

    di Walter Santesso, 1992, 98'

    Martedì 20 settembre 2016, ore 15.10, Teatro Miela


    Teo ha circa 11 anni ed è figlio unico di genitori separati. Non ha mai conosciuto suo padre e la madre vive in città completamente immersa nella sua professione, quindi abita con la nonna in un paese della campagna veneta dove ancora è possibile incontrare personaggi che portano una visione della vita ancora legata ai valori tradizionali. La vecchia nonna e un vecchio e bizzarro veterinario gli fanno compagnia, ma ha per amici anche tanti animali fra i quali ha un posto particolare la coniglia preferita di Teo. Portato dalla madre a vivere in città, solo l'amicizia con una compagna di scuola lo aiuta ad adattarsi [...]


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    L'IMPORTANZA DI AVERE UN CAVALLO

    di Walter Santesso, 1969, 42'

    Martedì 20 settembre, ore 14.30, Teatro Miela


    È padovano il regista di film per ragazzi degli anni '70 diventato famoso per aver interpretato il paparazzo nel capolavoro felliniano "La Dolce Vita" accanto a grandi nomi come Marcello Mastroianni e Anita Ekberg. Il film, girato sull'Altopiano di Asiago, narra le vicende di un ragazzo che lotta per poter tenere con sé un cavallo bianco che tutto il paese vorrebbe portargli via [...]

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    Alle ore 11.00 ci si sposta dal Teatro Miela alla Sala Bazlen per un incontro sul cinema raccontato su carta. Il direttore Sergio Germani presenterà la raccolta di scritti sul cinema di Paolo Gobetti, pubblicata come numero speciale della rivista da lui fondata Il nuovo spettatore, a cura dell'Archivio Nazionale Cinematografico delle Resistenza di Torino. L'introduzione sarà accompagnata da videodichiarazioni dell'autore alla presenza di una delle curatrici Paola Olivetti.
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    SUCHKIND 312

    di Gustav Machatý, 1955, 95'

    Martedì 20 settembre 2016, ore 9.15, Teatro Miela



    Una ragazzina fugge di notte da una scuola attraverso lunghi corridoi, per le scale buie e un giardino fantasmagorico, crollando poi con un urlo nella strada, sotto un manifesto mezzo strappato dal vento, che ammonisce contro la morte per incidente stradale e su cui uno scheletro si sta come gonfiando. [...]

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    UMANITÀ

    di Elvira Giallanella, 1919, 35'

    Lunedì 19 settembre, ore 20.45, Teatro Miela



    Umanità è il film di una delle prime registe donne, la romana Elvira Giallanella, personalità interessante e misteriosa che scelse di girare sul Carso goriziano quella che fu la sua unica opera. Storia fantastica, persa e ritrovata, ispirata a un poemetto in rima per ragazzi, in cui due bambini rimangono gli unici superstiti sul pianeta Terra. "Film unico tra i vari notevoli che tra le due guerre si muovevano dal ricordo alla premonizione" nella definizione di Germani, l'approccio della Giallanella è fiabesco e infantile, rende il tema delicato senza che perda la componente di durezza rispetto alla drammaticità della distruzione bellica. Ad accompagnare la silenziosa proiezione del film gli interventi sonori di Francesca Bergamasco alla voce e di Alessandro Fogar al live electronics.

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    IL CORRIERE DEL RE

    di Gennaro Righelli, 1946, 92'

    Lunedì 19 settembre, ore 0.00, Teatro Miela

     

     

    Ispirato al romanzo di Stendhal "Il Rosso e il Nero", "Il corriere del re" è un remake del film muto "Le rouge et le noir" dello stesso regista. Giuliano Sorel, giovane e ambizioso ragazzo di campagna, riesce a farsi raccomandare come precettore a casa del sindaco del suo villaggio. In questo ambiente inizia una storia d'amore adulterina con Luisa, moglie del sindaco. Informato della tresca, l'anziano parroco che l'aveva raccomandato lo fa diventare segretario di un marchese a Parigi. Dopo aver ottenuto un gratificante successo in una difficile missione diplomatica, sposa la figlia del marchese, e assume un nuovo titolo nobiliare...

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    GLI ULTIMI GIORNI DELL'UMANITA'

    di Luca Ronconi, 1990, 162'

    lunedì 19 settembre, ore 21.20, Teatro Miela



    Produzione televisiva curata nel 1990 da Luca Ronconi sul testo teatrale di Karl Kraus, uno dei libri fondamentali della Grande Guerra che Ronconi stesso definisce come "un testo al confine tra la tragedia e l'operetta dove la guerra è vista attraverso lo sguardo di una stampa dissennata, faziosa e ubriaca di slogan e di delirio biblico".

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    OTROCI

    di Vlado Škafar, 2008, 100'

    Lunedì 19 settembre 2016, ore 17.30, Teatro Miela



    Otroci, presentato all'edizione del 2009 dell' International Film Festival di Rotterdam nella sezione Bright Future, alterna la narrazione fuori campo di alcune lettere dedicate a un bambino a "monologhi guidati" con perfetti sconosciuti di varie età. Le persone chiamate a raccontarsi ripercorrono la propria vita mettendo in luce le parti più significative e, rispecchiandosi con sé stessi, si ritrovano da soli in un viaggio nel passato che viene riproposto anche allo spettatore. Quello che si potrebbe definire come "un saggio sull'esistenza" (Jurij Meden, Ekran 2009) riesce a trasmettere nella forma audiovisiva qualcosa che nella vita è necessario guadagnarsi e che spesso non è possibile registrare.



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    EROE VAGABONDO

    di Walter Santesso, 1966, 92'

    Lunedì 19 settembre, ore 15:10, Teatro Miela



    Un fioraio si innamora di una giovane che nel giro di qualche tempo muore. Lascia il lavoro per unirsi a una compagnia di attori dei quali ignora le cattive intenzioni e, inavvertitamente, intralcia i loro progetti. Resosi conto delle loro vere intenzioni, ritorna dal suo vecchio capo, che nel frattempo aveva fatto fortuna grazie un'idea del protagonista.



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    DER ARZT VON STALINGRAD

    di Radványi Géza, 1975, 110'

    Lunedì 19 settembre, ore 10.25, Teatro Miela



    1943 dopo la battaglia di Stalingrado il Dr. Fritz Böhler si trova in cattività sovietica. La vita quotidiana nel campo 5110/47 è dura e implacabile, ma Böhlerfa di tutto per aiutare i suoi compagni. Con mezzi primitivi esegue difficili trattamenti medici. Attraverso il suo sacrificio, guadagna lentamente il rispetto dei suoi nemici...

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    A MODERN HERO

    di Georg Wilhelm Pabst, 1934, 71'

    Lunedì 19 settembre, ore 9.15, Teatro Miela


    Il giovane francese Pierre Radier (Richard Barthelmess) incontra in una cittadina nell'Illinois l'americana Joanna Ryan, che lavora in un circo. Da una breve storia tra i due, Joanna scopre di essere incinta e Pierre si offre di sposarla, ma la ragazza rifiuta e invece sposa Elmer Croy. Pierre, tuttavia, le dà tutto il suo denaro per far fronte alle esigenze del loro figlio. Al francese non piace la vita da circo, quindi non appena il suo amico Henry Mueller gli chiede di diventare suo socio nella gestione di un negozio di biciclette, Pierre coglie al volo l'occasione di fissarsi in pianta stabile negli States, nonostante sua madre...

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    I Mille Occhi continuano le loro proiezioni lunedì 19 settembre dopo un weekend di intense emozioni al Teatro Miela di Trieste. Il primo lungometraggio in programma è A Modern Hero, del 1934, unico film sonoro diretto da Georg Wilhelm Pabst, regista tedesco di cultura e gusto raffinato che partecipò alla stagione del grande cinema sperimentale tedesco degli anni Venti e adattò opere letterarie di F. Wedekind, B. Brecht, I. Ehrenburg e M. de Cervantes. Per questo film il regista si ispirò al romanzo omonimo di Louis Bromfield, scrittore statunitense premio Pulitzer 1927. A conclusione della mattinata ci si incammina nuovamente sul percorso Beloved and Rejected guidati da Olaf Möller: in programma Der Arzt von Stalingrad, un ritratto sulla responsabilità di essere uomo, ambientato nella Russia della Battaglia di Stalingrado diretto dal regista e scrittore ungherese Radványi Géza.

    Apre il pomeriggio il cortometraggio Panico! di Alberto Pozzetti (1947)

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    CLARO

    di Glauber Rocha, 1975, 110'

    Domenica 18 settembre 2016, intorno alle 21.45, Teatro Miela


    "Un sguardo brasiliano su Roma. Ancora meglio, una testimonianza dei colonizzati sulla terra colonizzatrice". Tenendo Roma come scenografia e la cultura romana come scopo, "Claro" non ha una trama, né tanto meno una struttura tradizionale, mescolando i generi dell'opera (sopratutto a partire dalle colonne sonore che includono Bellini e Villa-Lobos), del documentario, della video-dichiarazione e del provino. La presenza importante dell'artista italiano Carmelo Bene tra gli attori e dell'attrice francese Juliet Berto, aggiungono valore a questa pellicola irriverente e provocatoria che ha l'impronta di Glauber, dove la sua firma inconfondibile si materializza in ogni inquadratura.

    In realtà non sono un profeta. Credo di aver fatto un film non ambiguo sul piano politico. Ad esempio, è abbastanza chiaro, secondo me, quando alla fine del film i poveri occupano tutto lo schermo

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